Il 13 maggio ricorre un anniversario fondamentale per la storia della cura in ambito psichiatrico nel nostro paese, infatti proprio quarantotto anni fa in questa giornata veniva promulgata la legge 180, meglio conosciuta come legge Basaglia, dal nome dello psichiatra che operò un’autentica rivoluzione. Fu proprio grazie al suo impegno e alla sua visione che l’Italia divenne uno dei primi paesi al mondo ad eliminare l’istituzione manicomiale, intesa come luogo di controllo e detenzione.
L’autore, John Foot non è un medico ma uno storico dell’Università di Bristol che ha studiato e raccontato molto il Novecento italiano, egli con La “Repubblica dei Matti” ricostruisce il percorso foriero della svolta legislativa che impose la chiusura dei manicomi.
Partendo dall’esperienza di Gorizia, dove Basaglia arrivò come direttore nel 1961, l’autore delinea la storia, oltre che istituzionale della proposta di legge, anche culturale del movimento che pose le basi per immaginare una possibilità di cura e presa in carico diversa da quella adottata fino a quel momento. Basaglia aveva conosciuto la reclusione in gioventù, a vent’anni nel ’44 infatti aveva trascorso sei mesi nelle prigioni fasciste, e nella struttura in cui entra da direttore nel ’61 riconosce l’istituzione totale che ha come fine l’annullamento delle identità e il controllo sociale.
L’autore ci mostra la democratizzazione dell’istituzione operata dall’equipe di Gorizia attraverso per esempio l’introduzione nella vita dell’ospedale dell’assemblea generale aperta a tutti, primo strumento attraverso cui Basaglia diede voce a chi fino ad allora era stata negata la dignità di essere umano.
Foot racconta, nell’ultima parte del libro, le esperienze maturate anche in altre in città d’Italia dal ’65 alla fine degli anni settanta, a riprova di una società pronta ad accogliere il cambiamento rappresentato dalla legge 180.
Questo libro, che ricostruisce con rigore storico il percorso soprattutto umano di questo cambio di sguardo sulla salute mentale, ci interroga sull’eredità del lavoro di Basaglia, il quale mancò poco dopo l’approvazione della legge e non ne vide mai i risultati. Non possiamo non chiederci quanto sia rimasto di quel periodo così florido, cosa invece sia stato tradito e soprattutto cosa possiamo continuare a costruire ispirati dalla grandezza di quell’equipe che ci lasciato un messaggio semplice e rivoluzionario: ogni uomo merita di essere trattato da essere umano.