Oggi ricorre la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, un’occasione preziosa per fermarsi a riflettere su temi del nostro del tempo, soprattutto in queste settimane in cui il dibattito pubblico ha coinvolto i bambini. Colgo l’occasione per proporre un albo illustrato che affronta, con disarmante semplicità e dolcezza, argomenti universali come il viaggio, il bisogno di un posto sicuro, la perdita di una parte di sé e la scoperta del nuovo.
Il linguaggio chiaro e diretto di un albo, unito alle sue illustrazioni evocative, può a mio avviso arrivare al cuore della questione, invitando alla riflessione gli adulti ancora prima dei bambini.
L’autore ci propone il viaggio di un buffo personaggio il quale, con la sua valigia – un bagaglio contenente tutta la sua storia – arriva stremato e malinconico in un posto nuovo. Ad attenderlo ci sono altri animali: alcuni incuriositi, altri timorosi dello straniero e insospettiti dalla sua “stranezza”.
La diffidenza iniziale si dirada lasciando spazio all’empatia e a un gesto di cura. È proprio questo, in sintesi, lo sforzo richiesto alle nostre società: riconoscere la paura della diversità e avvicinarsi per guardarla da vicino e ritrovare sé stessi negli occhi dell’altro.
Coltivare lo sguardo dell’accoglienza è un lavoro educativo e una responsabilità continua. Attraverso la delicatezza delle immagini, albi come questo ricordano anche a noi adulti che l’incontro con l’altro inizia sempre da una domanda aperta e dalla disponibilità a fare spazio nella propria vita.